Riprendiamo le pubblicazioni dopo la pausa estiva con un post della nostra rubrica Asylum Lottery, il luogo dove cerchiamo di analizzare il fenomeno della circolazione all'interno dell'Unione europea di richiedenti e titolari di protezione.
Come ricorderà chi ha seguito questa rubrica negli scorsi mesi, abbiamo dapprima pubblicato una serie di interventi di operatori italiani in merito al fenomeno - tuttora molto diffuso e anzi certamente in aumento - dell'abbandono dell'Italia alla ricerca di altre opportunità. Quindi, abbiamo cominciato - grazie anche alla collaborazione di operatori del settore che lavorano all'estero - a pubblicare alcune brevi informazioni su come fare per spostarsi, regolarmente, in altri Paesi europei. Informazioni che, per quanto limitate, crediamo possano servire - almeno come base di partenza - ai tanti operatori italiani che si sentono rivolgere questa domanda: "come posso fare per andare in un altro Paese a lavorare?"
Come si sa, la normativa europea non disciplina questo aspetto, limitandosi a prevedere la possibilità per i titolari di protezione, se in possesso di alcuni requisiti, di circolare nell'area Schengen per un massimo di tre mesi, come turisti. Occorre dunque fare riferimento alle legislazioni dei singoli Stati membri. Finora abbiamo analizzato i casi della Svezia e della Germania. Oggi ci occupiamo di un Paese sempre un po' "particolare", il Regno Unito.
Ricordiamo che i contributi della rubrica Asylum Lottery si possono trovare nella pagina dedicata e invitiamo come sempre tutti a inviarci commenti, suggerimenti, riscontri.
Buona lettura!
Visualizzazione post con etichetta Asylum lottery. Mostra tutti i post
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martedì 2 settembre 2014
lunedì 12 maggio 2014
Spostarsi in Germania per lavoro. Come fare? Asylum Lottery
Oggi riprendiamo la nostra rubrica "Asylum Lottery", finalizzata ad analizzare il fenomeno della mobilità di richiedenti e titolari di protezione internazionale in Europa.
Nei mesi scorsi abbiamo pubblicato alcuni contributi da parte di operatori italiani che avevano ad oggetto l'abbandono dell'Italia da parte di beneficiari di progetti di accoglienza. Pochi giorni fa, pubblicavamo invece un'analisi sulle possibilità di ingresso e lavoro in Svezia per persone titolari di protezione internazionale rilasciata dall'Italia.
Oggi analizziamo il caso tedesco. Come trasferirsi in Germania per lavoro?
Nei mesi scorsi abbiamo pubblicato alcuni contributi da parte di operatori italiani che avevano ad oggetto l'abbandono dell'Italia da parte di beneficiari di progetti di accoglienza. Pochi giorni fa, pubblicavamo invece un'analisi sulle possibilità di ingresso e lavoro in Svezia per persone titolari di protezione internazionale rilasciata dall'Italia.
Oggi analizziamo il caso tedesco. Come trasferirsi in Germania per lavoro?
venerdì 18 aprile 2014
Spostarsi in Svezia per lavoro. Come fare? - Asylum Lottery
Il fenomeno dei titolari di protezione internazionale che si spostano dall'Italia verso altri Paesi europei, pur non essendo nuovo, è diventato particolarmente evidente negli ultimi anni.
Si tratta di un fenomeno che ha molte sfaccettature, molteplici essendo i motivi che possono spingere a lasciare l'Italia fra cui la mancanza di lavoro, la carenza di soluzioni abitative dignitose una volta usciti da un progetto di accoglienza, la presenza in altri Paesi di parenti, amici o connazionali in grado di offrire un supporto.
Inoltre, molto spesso il sogno che spinge verso il Nord è legato all'immaginario alimentato all'interno delle comunità migranti che dipinge questi Paesi come luoghi dove sia decisamente più facile ottenere mezzi di sostentamento e ricostruirsi una vita.
Quali che siano i motivi alla base della decisione di partire, quello che è certo è che tali desideri si scontrano spesso con la dura realtà delle regole europee e nazionali che, di fatto, lo rendono molto complicato.
Ma qual è la reale possibilità per coloro che si spostano in un altro Paese di farcela, di regolarizzare cioè la propria posizione?
Dopo aver pubblicato negli scorsi mesi alcuni interventi di operatori di progetti SPRAR che ci hanno testimoniato l'attualità e le dimensioni del fenomeno, cominciamo oggi a pubblicare una serie di contributi relativi ai Paesi di destinazione (spesso solo sognata) dei titolari di protezione che decidono di abbandonare l'Italia
Analizziamo ad esempio il caso svedese.
giovedì 21 novembre 2013
Lotteria dell'asilo. Il contributo dell'Associazione Adl a Zavidovici onlus - Brescia
Ospitiamo oggi un altro interessante contributo all'interno della nostra rubrica Asylum Lottery, finalizzata a promuovere una riflessione sul tema della circolazione intra-europea delle persone richiedenti o titolari di protezione. A partire dal fenomeno dell'abbandono dell'Italia.
Alla pagina di Asylum Lottery potete trovare i precedenti contributi che abbiamo ricevuto e la nostra recente intervista con Pierre, rifugiato "fuggito" in Francia.
Alla pagina di Asylum Lottery potete trovare i precedenti contributi che abbiamo ricevuto e la nostra recente intervista con Pierre, rifugiato "fuggito" in Francia.
giovedì 24 ottobre 2013
Lotteria dell'asilo: interviste a chi ha lasciato l'Italia #1. La storia di Pierre, rifugiato che è "fuggito" in Francia.
Da un po' di tempo ci stiamo occupando del fenomeno dell'abbandono dell'Italia da parte di persone richiedenti o titolari di protezione internazionale. Si tratta di un fenomeno dalle dimensioni ormai molto ampie, visibile non più solo agli occhi degli operatori del settore, ma ormai anche a quelli dei principali mezzi di comunicazione e dunque di un pubblico più vasto.
Ce ne stiamo occupando partendo dalle esperienze di chi può aiutarci a capirne di più e, ovviamente, da un punto di vista europeo. Senza limitarci alla - ovvia, per quanto incompleta - considerazione che è la crisi economica a causare questi movimenti ma cercando di approfondirne le ragioni e di verificare cosa succede una volta che le persone si trovano in altri Paesi, dopo aver attraversato (se ci riescono) quei confini interni all'area Schengen dove i controlli sono tutt'altro che assenti e dove i respingimenti sono ormai all'ordine del giorno. La situazione si è infatti ulteriormente aggravata in queste settimane, con il caso di numerose persone che hanno rifiutato di farsi prendere le impronte digitali in Italia, nel tentativo di abbandonare subito il Paese.
Ce ne stiamo occupando partendo dalle esperienze di chi può aiutarci a capirne di più e, ovviamente, da un punto di vista europeo. Senza limitarci alla - ovvia, per quanto incompleta - considerazione che è la crisi economica a causare questi movimenti ma cercando di approfondirne le ragioni e di verificare cosa succede una volta che le persone si trovano in altri Paesi, dopo aver attraversato (se ci riescono) quei confini interni all'area Schengen dove i controlli sono tutt'altro che assenti e dove i respingimenti sono ormai all'ordine del giorno. La situazione si è infatti ulteriormente aggravata in queste settimane, con il caso di numerose persone che hanno rifiutato di farsi prendere le impronte digitali in Italia, nel tentativo di abbandonare subito il Paese.
giovedì 1 agosto 2013
Lotteria dell'asilo - Un contributo dal progetto SPRAR di Ferrara
Come sa chi legge abitualmente il nostro blog, alcune settimane fa lanciavamo un'iniziativa dedicata al fenomeno degli abbandoni dell'Italia da parte di persone richiedenti o titolari di protezione internazionale. Lo facevamo spinti dalla consapevolezza che si tratta di un fenomeno in crescita e ancora poco studiato, benché ultimamente abbia trovato spazio anche sui mass media e sia stato fonte di polemiche, in particolare tra il governo italiano e quello tedesco.
Quello che è certo, al netto delle polemiche, è che si tratta di un tema di importanza crescente.
Infatti, oltre a chiamare in causa direttamente le politiche sull'asilo italiane (che ovviamente devono fare i conti con i loro risultati, pur in un periodo indiscutibilmente difficile), affrontare il fenomeno dell'abbandono dell'Italia da parte di richiedenti e titolari di protezione internazionale ci permette di discutere di almeno altri due temi decisivi. Stiamo parlando:
1) del sistema Dublino, che sottrae agli individui la possibilità di scegliere in quale Paese europeo fare esaminare la propria domanda di asilo (per chi se la fosse persa, segnaliamo la nostra nuovissima Guida al Regolamento Dublino III)
2) del tema, enorme, della circolazione dei titolari di protezione internazionale nell'area Schengen alla ricerca di opportunità lavorative. Circolazione che, allo stato attuale, è molto limitata.
L'iniziativa che abbiamo avviato - e che abbiamo chiamato, prendendo a prestito un'espressione molto usata a livello europeo, "La lotteria dell'asilo" - è finalizzata a stimolare, a partire dai contributi degli operatori italiani del settore, una riflessione su questi temi che coinvolga anche chi lavora in altri Paesi. Rimandiamo alla pagina "Asylum Lottery" per una descrizione più ampia del progetto.
Le prime riflessioni sul tema le abbiamo ricevute da operatori del progetto SPRAR di Bologna e da operatori del progetto SPRAR di Ravenna (per informazioni sullo SPRAR-Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati, si veda il sito www.serviziocentrale.it).
Oggi pubblichiamo invece il contributo che ci è stato inviato dal progetto SPRAR di Ferrara. Nel ringraziare molto gli autori, ricordiamo che l'invito a partecipare (anche solo con domande e riflessioni, non per forza da rendere pubbliche) è aperto a tutti. Naturalmente, vi terremo aggiornati sui prossimi sviluppi.
Buona lettura!
Quello che è certo, al netto delle polemiche, è che si tratta di un tema di importanza crescente.
Infatti, oltre a chiamare in causa direttamente le politiche sull'asilo italiane (che ovviamente devono fare i conti con i loro risultati, pur in un periodo indiscutibilmente difficile), affrontare il fenomeno dell'abbandono dell'Italia da parte di richiedenti e titolari di protezione internazionale ci permette di discutere di almeno altri due temi decisivi. Stiamo parlando:
1) del sistema Dublino, che sottrae agli individui la possibilità di scegliere in quale Paese europeo fare esaminare la propria domanda di asilo (per chi se la fosse persa, segnaliamo la nostra nuovissima Guida al Regolamento Dublino III)
2) del tema, enorme, della circolazione dei titolari di protezione internazionale nell'area Schengen alla ricerca di opportunità lavorative. Circolazione che, allo stato attuale, è molto limitata.
L'iniziativa che abbiamo avviato - e che abbiamo chiamato, prendendo a prestito un'espressione molto usata a livello europeo, "La lotteria dell'asilo" - è finalizzata a stimolare, a partire dai contributi degli operatori italiani del settore, una riflessione su questi temi che coinvolga anche chi lavora in altri Paesi. Rimandiamo alla pagina "Asylum Lottery" per una descrizione più ampia del progetto.
Le prime riflessioni sul tema le abbiamo ricevute da operatori del progetto SPRAR di Bologna e da operatori del progetto SPRAR di Ravenna (per informazioni sullo SPRAR-Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati, si veda il sito www.serviziocentrale.it).
Oggi pubblichiamo invece il contributo che ci è stato inviato dal progetto SPRAR di Ferrara. Nel ringraziare molto gli autori, ricordiamo che l'invito a partecipare (anche solo con domande e riflessioni, non per forza da rendere pubbliche) è aperto a tutti. Naturalmente, vi terremo aggiornati sui prossimi sviluppi.
Buona lettura!
giovedì 4 luglio 2013
Lotteria dell'asilo - Un contributo dal progetto SPRAR di Ravenna
Nelle scorse settimane avevamo avviato (con questo post) una nuova iniziativa, intitolata "Asylum Lottery", dedicata agli abbandoni dell'Italia da parte di richiedenti e titolari di protezione.
L'iniziativa è tesa a contribuire pubblicamente ad una riflessione già in corso tra gli operatori del settore su un fenomeno in deciso aumento e che, recentemente, è stato causa di polemiche con altri Paesi e di conseguenza oggetto di interesse anche da parte di media nazionali ed esteri. Si veda, solo a titolo di esempio, due articoli qui (IT) e qui (EN).
Peraltro, ed è forse questo l'aspetto più indicativo delle dimensioni che sta assumendo il fenomeno, ad abbandonare l'Italia non sono più solo persone del tutto prive di accoglienza - o comunque inserite in percorsi più o meno improvvisati - ma anche, sempre più, beneficiari di progetti SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati). E se certo questo non significa mettere in dubbio la bontà dell'impostazione alla base dello SPRAR, né l'elevata professionalità di chi vi lavora con capacità e passione, tuttavia non è possibile ignorare questo dato di fatto. Anzi, è proprio l'elevato grado di sensibilità e attenzione delle persone che lavorano in diversi progetti SPRAR con cui siamo in contatto che ci ha convinto della necessità di trovare uno spazio dove collocare queste riflessioni ed esperienze.
Come si può leggere nel post che presenta questa iniziativa (e al quale ovviamente rimandiamo), l'obiettivo che ci poniamo è quello di raccogliere alcune di queste esperienze dall'Italia e sottoporle a operatori di altri Paesi, per ricevere riscontri e avviare una riflessione di respiro europeo.
Una riflessione che, ovviamente, terrà conto sia delle regole esistenti (e piuttosto rigide in materia di circolazione, nonostante la Direttiva 2011/51/UE sull'estensione anche ai beneficiari di protezione internazionale dello status di soggiornante di lungo periodo dopo 5 anni) sia dell'attuale situazione di grave crisi economica che stanno attraversando l'Italia e altri Paesi europei e delle diverse prospettive (economiche, sociali,..) che ci si trova di fronte a seconda dello Stato in cui ci si trova.
Oggi pubblichiamo il secondo contributo che abbiamo ricevuto. Dopo gli operatori dello SPRAR di Bologna, infatti, anche da Ravenna ci hanno inviato una riflessione molto interessante sul tema dell'abbandono. La condividiamo con piacere, ringraziando molto gli autori e chi vi ha contribuito.
Ribadiamo che l'invito a partecipare con una propria esperienza è aperto a tutti (non solo operatori SPRAR) e vi auguriamo buona lettura!
L'iniziativa è tesa a contribuire pubblicamente ad una riflessione già in corso tra gli operatori del settore su un fenomeno in deciso aumento e che, recentemente, è stato causa di polemiche con altri Paesi e di conseguenza oggetto di interesse anche da parte di media nazionali ed esteri. Si veda, solo a titolo di esempio, due articoli qui (IT) e qui (EN).
Peraltro, ed è forse questo l'aspetto più indicativo delle dimensioni che sta assumendo il fenomeno, ad abbandonare l'Italia non sono più solo persone del tutto prive di accoglienza - o comunque inserite in percorsi più o meno improvvisati - ma anche, sempre più, beneficiari di progetti SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati). E se certo questo non significa mettere in dubbio la bontà dell'impostazione alla base dello SPRAR, né l'elevata professionalità di chi vi lavora con capacità e passione, tuttavia non è possibile ignorare questo dato di fatto. Anzi, è proprio l'elevato grado di sensibilità e attenzione delle persone che lavorano in diversi progetti SPRAR con cui siamo in contatto che ci ha convinto della necessità di trovare uno spazio dove collocare queste riflessioni ed esperienze.
Come si può leggere nel post che presenta questa iniziativa (e al quale ovviamente rimandiamo), l'obiettivo che ci poniamo è quello di raccogliere alcune di queste esperienze dall'Italia e sottoporle a operatori di altri Paesi, per ricevere riscontri e avviare una riflessione di respiro europeo.
Una riflessione che, ovviamente, terrà conto sia delle regole esistenti (e piuttosto rigide in materia di circolazione, nonostante la Direttiva 2011/51/UE sull'estensione anche ai beneficiari di protezione internazionale dello status di soggiornante di lungo periodo dopo 5 anni) sia dell'attuale situazione di grave crisi economica che stanno attraversando l'Italia e altri Paesi europei e delle diverse prospettive (economiche, sociali,..) che ci si trova di fronte a seconda dello Stato in cui ci si trova.
Oggi pubblichiamo il secondo contributo che abbiamo ricevuto. Dopo gli operatori dello SPRAR di Bologna, infatti, anche da Ravenna ci hanno inviato una riflessione molto interessante sul tema dell'abbandono. La condividiamo con piacere, ringraziando molto gli autori e chi vi ha contribuito.
Ribadiamo che l'invito a partecipare con una propria esperienza è aperto a tutti (non solo operatori SPRAR) e vi auguriamo buona lettura!
lunedì 27 maggio 2013
Asylum Lottery - Internal EU movements of beneficiaries of protection and asylum seekers who leave Italy
In the last few months Asilo in Europa noticed an increasing need from the Italian social workers to establish a more solid relationship with foreign stakeholders, in order to provide asylum seekers and beneficiaries of protection with more comprehensive services.
Whether dealing with information about travelling (staying, working) in another Member State, or with the relevant European rules related to freedom of movement (Schengen, Dublin, Long-term Residence Directive), or with the concrete job opportunities available in other countries, information sharing with asylum experts abroad is of growing relevance.
Asilo in Europa wants to launch a new initiative regarding the issue of internal EU movements of beneficiaries of protection and asylum seekers who leave Italy for various reasons. We want to involve in this project our readers and other EU partners, to gain a more sound understanding of the issue.
As we have already underlined in other occasions, the fact that the EU is implementing a Common European Asylum System does not mean that the receptions conditions and the protection systems are at the same level in the 27 Member States.
The outcome is that the clear objective of limiting internal EU movements of asylum seekers and beneficiaries of protection, set in the preambles of the Qualification, Reception Conditions and Procedures Directives, becomes too ambitious and unrealistic.
mercoledì 15 maggio 2013
Lotteria dell'asilo - Un contributo dal progetto SPRAR di Bologna
All'interno della nostra nuova rubrica "Asylum Lottery", finalizzata ad un tentativo di avvio di una riflessione e un primo scambio di informazioni (anche con chi lavora in altri Paesi) sul tema dell'abbandono dell'Italia, pubblichiamo un primo contributo, ricevuto da alcuni operatori del progetto SPRAR di Bologna, che ovviamente ringraziamo molto.
Chiediamo a chi legge di darci una mano nella diffusione di questa iniziativa e di unirsi a questo lavoro con riflessioni, opinioni, domande (anche eventualmente da non rendere pubbliche).
Grazie e buona lettura!
lunedì 13 maggio 2013
Lotteria dell'asilo - Il fenomeno degli abbandoni dell'Italia e la circolazione nell'UE di richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale
Oggi avviamo una nuova iniziativa di Asilo in Europa, la cui buona riuscita dipenderà anche dal grado di coinvolgimento che sapremo stimolare.
Per questo, ci rivolgiamo fin dalle prime righe a chi legge affinché ci aiuti nel diffondere questo messaggio e, se vorrà, partecipi e arricchisca una discussione su un tema che riteniamo di enorme importanza.
Da più parti abbiamo raccolto, nel corso degli ultimi mesi, un bisogno crescente degli operatori del settore di confrontarsi con l'estero, al fine di poter offrire ai propri beneficiari - richiedenti o già titolari di protezione internazionale - un servizio migliore, più completo. Che si tratti di informazioni sulla possibilità di recarsi (e soggiornare, lavorare) in un altro Stato, ovvero delle modalità di applicazione delle rilevanti regole europee in materia di circolazione nell'UE (Schengen, Dublino, direttiva lungo-soggiornanti), lo scambio di informazioni con chi lavora in altri Paesi riveste un'importanza sempre maggiore.
Per questo, ci rivolgiamo fin dalle prime righe a chi legge affinché ci aiuti nel diffondere questo messaggio e, se vorrà, partecipi e arricchisca una discussione su un tema che riteniamo di enorme importanza.
Da più parti abbiamo raccolto, nel corso degli ultimi mesi, un bisogno crescente degli operatori del settore di confrontarsi con l'estero, al fine di poter offrire ai propri beneficiari - richiedenti o già titolari di protezione internazionale - un servizio migliore, più completo. Che si tratti di informazioni sulla possibilità di recarsi (e soggiornare, lavorare) in un altro Stato, ovvero delle modalità di applicazione delle rilevanti regole europee in materia di circolazione nell'UE (Schengen, Dublino, direttiva lungo-soggiornanti), lo scambio di informazioni con chi lavora in altri Paesi riveste un'importanza sempre maggiore.
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