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venerdì 5 settembre 2014

La Relazione dell'EASO sull'asilo nell'Unione Europea nel 2013

Il 7 luglio l'EASO ha pubblicato la consueta Relazione annuale sulla situazione dell'asilo nell'Unione Europea. 
Obiettivo della relazione è fornire un quadro complessivo, attraverso l’analisi delle richieste di protezione internazionale presentate negli Stati Membri e delle decisioni adottate. Un’ulteriore finalità, prevista dall’art 12 del regolamento istitutivo dell’EASO, è quella di rafforzare la qualità, la coerenza e l’efficacia del sistema europeo comune di asilo, anche attraverso la valutazione dei risultati delle azioni svolte dall’EASO stessa. 
Con questo post analizzeremo la relazione, cercando di capire se e in che modo essa soddisfi gli ambiziosi obiettivi che le sono affidati.






lunedì 10 febbraio 2014

Il rapporto dell'EASO sul terzo quarto del 2013

L'EASO (l'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo) ha da poco pubblicato il suo rapporto sulla situazione dell'asilo nell'UE nel terzo quarto del 2013. 

Il rapporto cerca di fornire uno sguardo sulle principali tendenze in atto a livello europeo, attraverso l'analisi dei dati sulle istanze di asilo e sulle decisioni prese dai 28 Stati membri UE, dalla Svizzera e dalla Norvegia.





lunedì 9 dicembre 2013

Il rapporto dell'EASO sui richiedenti asilo provenienti dai Paesi dei Balcani occidentali

Ci occupiamo oggi del rapporto pubblicato il 19 novembre dall’EASO (l'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo), relativo ai flussi di richiedenti asilo provenienti dalla zona dei Balcani occidentali (Serbia, Montenegro, Bosnia Erzegovina, Albania, Kosovo, Macedonia) verso i Paesi UE (più Svizzera e Norvegia). 
Il rapporto è basato su statistiche Eurostat e su contributi di esperti del settore operanti nei principali Paesi membri coinvolti, nonché su una serie di interviste e visite sul campo.
L'obiettivo è quello di fornire agli operatori del settore gli strumenti per comprendere e gestire meglio l’alto tasso di domande di protezione internazionale presentate da cittadini dei Paesi dei Balcani occidentali, cercando, al contempo, di identificare le misure più efficaci per ridurne l’impatto.




giovedì 17 ottobre 2013

Il programma di lavoro dell'EASO per il 2014

L'EASO, l'Agenzia dell'Unione europea di sostegno agli Stati membri in materia di asilo, ha pubblicato alcune settimane fa il suo “Programma di lavoro 2014”, che è stato formalmente adottato dal Consiglio di Amministrazione dell'Agenzia il 16 settembre 2013.
Si tratta di un documento importante che traduce la strategia dell'Agenzia in obiettivi e che costituisce la base per la pianificazione del budget (che per il 2014 è per il momento fissato in 14,5 milioni di euro). Il programma descrive anche quelle che saranno le attività dell'EASO nel 2014. 





Nelle prossime righe cerchiamo di entrare nello specifico della varie voci del programma, esercizio utile anche per cercare di conoscere meglio questa Agenzia. 


martedì 16 luglio 2013

Accesso negato al testo del Piano di Supporto EASO-Italia



Il 4 giugno scorso venivamo informati da un comunicato stampa dell'EASO (l'Agenzia dell'UE che fornisce sostegno agli Stati membri in materia di asilo, V. qui) della sottoscrizione - da parte del direttore esecutivo della stessa Agenzia, Dr. Robert K. Visser, e del prefetto Angela Pria, capo dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione - di un “Piano di supporto speciale” all'Italia.

Tale Piano, come apprendevamo dallo stesso comunicato, era stato richiesto dall'Italia nel dicembre 2012 “per rafforzare i livelli qualitativi del sistema nazionale di asilo e di accoglienza”, anche in vista dell'entrata in vigore delle nuove regole del Sistema europeo comune di asilo.
Non deve trattarsi di un sostegno di piccole dimensioni, considerato che – come si legge nel comunicato - “EASO metterà in campo 42 attività di supporto tecnico-operativo (sessioni formative, workshops tematici, linee guida operative, ecc.) per la concreta attuazione degli strumenti del Sistema Comune Europeo di Asilo”. Inoltre, il supporto durerà fino alla fine del 2014.

Vista l'importanza e il possibile impatto sul sistema di asilo italiano, anche al fine di condividere i contenuti del testo con chi legge il nostro blog e con le altre realtà della società civile, abbiamo chiesto all'EASO di poter ricevere una copia del Piano. 

Con grande rammarico, dobbiamo comunicare che tale possibilità ci è stata negata. 
Nella sua – molto cordiale – lettera di risposta, infatti, il direttore esecutivo dell'EASO ci ha detto che il Piano di supporto all'Italia potrà essere reso noto solo una volta che le sue attività saranno state portate a termine. Cioè alla fine del 2014. Pubblicare prima il contenuto del Piano potrebbe infatti pregiudicare gravemente il processo decisionale dell'EASO. Tale decisione è stata presa dopo aver consultato le autorità italiane. 

Riteniamo che questa risposta – di cui abbiamo peraltro molto apprezzato toni e celerità – sia francamente poco accettabile. 
A maggior ragione, in un momento come questo. In cui, da un lato, come emerge anche dai recenti fatti di cronaca, è sempre più forte la necessità di trasparenza della pubblica amministrazione soprattutto quando si tratta di diritti umani fondamentali1. 
E in cui, dall'altro lato, certo non mancano i dossier “caldi” e delicati che le autorità italiane dovranno gestire di qui alla fine del 2014. Su tutti, il rapporto con la Libia, ma anche la situazione ai porti dell'Adriatico e in generale il tema dell'accesso alla procedura di asilo. Senza dimenticare poi, nel contesto del recepimento delle nuove Direttive europee, il futuro del sistema di accoglienza italiano e il necessario miglioramento della qualità delle decisioni prese in merito alle domande di protezione internazionale, sia in prima che in seconda istanza. 

Considerata l'importanza dei temi di cui stiamo parlando e considerato che l'EASO analizzerà dati e produrrà linee guida, organizzerà workshops tematici e incontri di formazione, sarebbe a nostro parere auspicabile che le tante organizzazioni della società civile che in Italia si occupano di diritto di asilo, fossero non solo informate del contenuto (e dei costi) del Piano di supporto prima della fine del 2014, ma potessero anche essere coinvolte, con un ruolo da protagoniste, in queste attività. 


1 Tale necessità peraltro si trova esplicitata addirittura nell'art. 1 del Trattato sull'Unione Europea, che recita: “Il presente trattato segna una nuova tappa nel processo di creazione di un'unione sempre più stretta tra i popoli dell'Europa, in cui le decisioni siano prese nel modo più trasparente possibile e il più vicino possibile ai cittadini.”

mercoledì 31 ottobre 2012

Il programma di lavoro dell'EASO per il 2013 - Cinque tipi di sostegno

L'EASO, ovvero l'Agenzia dell'Unione europea di sostegno agli Stati in materia di asilo, ha pubblicato da poco il suo “Programma di lavoro 2013”.
Si tratta di un documento importante, che ci aiuta a “ripassare” la struttura, gli obiettivi e i compiti di questa giovane Agenzia con sede a Malta e ci descrive le priorità e i possibili risultati per l'anno venturo.



Conosciamo il programma di lavoro 2013 ormai da qualche giorno, grazie a un tweet di Francesca Spinelli (http://www.internazionale.it/tag/francesca-spinelli/). Ma solo ora abbiamo avuto il tempo di leggerlo.

martedì 31 luglio 2012

EASO - La prima relazione annuale sulla situazione dell'asilo nell'UE


L'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EASO) ha da poco pubblicato la sua prima relazione annuale sulla situazione dell'asilo nell'UE. Considerata l'importanza della fonte (l'Agenzia dell'Unione in materia di asilo) e dell'oggetto, si capisce quanto tale relazione sia interessante ai nostri fini.
Ci siamo pertanto presi qualche giorno per avere il tempo di leggerla e con il post di oggi cerchiamo di riassumerne i punti principali, rimandando chi volesse approfondire alla lettura completa del documento.

martedì 10 luglio 2012

Le informazioni sui Paesi di origine nella procedura di asilo - Il primo rapporto dell'EASO (Afghanistan)


La normativa dell'Unione europea è molto chiara nell'attribuire un ruolo di grande importanza alle informazioni sui Paesi di Origine (COI - Country of Origin Information) nella procedura di asilo, tanto come strumento per permettere esami congrui delle domande di protezione internazionale, quanto come metro di valutazione della credibilità del richiedente, in particolare per sopperire alla carenza di prove.

L'art.4 comma 3 della Direttiva 2011/95/UE (Direttiva Qualifiche) stabilisce, alla lettera a), che l'esame della domanda di protezione internazionale deve prevedere “la valutazione di tutti i fatti pertinenti che riguardano il paese d’origine al momento dell’adozione della decisione in merito alla domanda, comprese le disposizioni legislative e regolamentari del paese d’origine e le relative modalità di applicazione”.
Il comma 5 dello stesso articolo prevede che le informazioni generali pertinenti al caso individuale possano servire a corroborare eventuali dichiarazioni del richiedente non suffragate da prove.
L'art. 8 comma 2 della stessa Direttiva Qualifiche, poi, prevede che le COI debbano essere tenute in conto dagli Stati membri anche in materia di "Protezione all'interno del Paese di origine".
L'art. 10 comma 1 lett. d), ai fini dell'individuazione di un determinato gruppo sociale (che è uno dei possibili motivi di persecuzione per aversi il riconoscimento dello status di rifugiato), stabilisce che “in funzione delle circostanze nel paese d’origine, un particolare gruppo sociale può includere un gruppo fondato sulla caratteristica comune dell’orientamento sessuale”.

lunedì 30 maggio 2011

Ufficio europeo di sostegno per l'asilo - SCHEDA





Base giuridica: art. 74 e art. 78 § 1 e 2 TFUE

L'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo è un'Agenzia dell'UE, dotata di personalità giuridica, con sede a La Valletta, Malta. L'avvio ufficiale dei suoi lavori è molto recente: giugno 2011. L'Ufficio deve la sua nascita all'evidenza che, per avere un'armonizzazione concreta, nei fatti, l'emanazione di atti giuridici non è sufficiente e le diversità fra i sistemi di asilo nazionali rimangono ancora troppo grandi. 
Ciò crea problemi non solo per le persone, come è evidente, ma anche per gli stessi Stati che si trovano o nell'impossibilità, se lasciati soli, di tener fede agli impegni presi in sede europea, o a dover far fronte alle difficoltà di altri Paesi. La disparità di condizioni negli Stati membri è stata recentemente e drammaticamente rilevata dalla Corte europea dei Diritti Umani nella sentenza M.S.S. c. Belgio e Grecia che ha sostanzialmente bloccato i rinvii verso la Grecia dei richiedenti asilo ai sensi del Regolamento Dublino II a causa delle condizioni in quel Paese. 
E' evidente come questo, forse più di altre considerazioni più "nobili", potrebbe spingere gli Stati membri a dover prendere molto sul serio il tema dell'armonizzazione nei fatti perché, altrimenti, tutto l'impianto di Dublino, a loro tanto caro, rischia di essere messo in discussione.

Il Regolamento 439/2010 affida all'Ufficio tre compiti fondamentali: 
1) contribuire a una migliore attuazione del sistema europeo comune di asilo;
2) rafforzare la cooperazione pratica in materia di asilo fra gli Stati membri;
3) fornire o coordinare il sostegno operativo agli Stati membri i cui sistemi di asilo e accoglienza sono sottoposti a una pressione particolare.

Nel Regolamento (art. 2 § 6) è chiaramente detto che l’Ufficio di sostegno non ha alcun potere in relazione al processo decisionale per quanto riguarda le singole domande di protezione internazionale.
E' evidente tuttavia che le aspettative nei confronti di questo Ufficio sono molte. Se non altro sarà interessante vedere come si comporterà nei confronti degli Stati membri e quale equilibrio troverà per garantirsi una certa indipendenza. Tenuto conto che il Consiglio di amministrazione si compone di un membro nominato da ciascuno Stato membro e di due membri nominati dalla Commissione. 

Ad ogni modo, nel Regolamento si trovano previsioni che potrebbero permettere all'Ufficio di svolgere un ruolo importante e concreto, come ad esempio la possibilità di raccogliere ed esaminare sistematicamente informazioni sulle strutture e il personale disponibili, di coordinare (su richiesta degli Stati interessati) le azioni di sostegno agli Stati membri i cui sistemi di asilo e accoglienza sono sottoposti a una particolare pressione, di adottare orientamenti e manuali operativi (per quanto questi non possano servire a dare istruzioni agli Stati  sull'accoglimento o sulla reiezione delle domande di protezione internazionale).


Vai al testo del Regolamento che istituisce l'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo