domenica 26 febbraio 2012

Italia condannata dalla Corte europea dei diritti dell'uomo - Sentenza Hirsi Jamaa e altri c. Italia


Il 23 febbraio la Grande Camera della Corte europea dei diritti dell'uomo, nel caso Hirsi Jamaa e altri, ha condannato all'unanimità l'Italia per violazione dell'art. 3 (doppia), dell'art. 4 Protocollo n. 4, nonché dell'art. 13 (in collegamento con i due articoli precedenti) della CEDU.
Si tratta di una sentenza molto attesa, che ha immediatamente suscitato un giusto clamore mediatico e numerose reazioni politiche.

La sentenza della Grande Camera, che è definitiva, è infatti una di quelle destinate a restare nella memoria.
I fatti da cui il caso traeva origine sono tristemente noti. Il 6 maggio 2009 circa 200 persone, su tre barche dirette in Italia, venivano intercettate da motovedette italiane, in acque internazionali, all'interno della zona "SAR" (Search and Rescue) di responsabilità maltese. Quindi, venivano trasferite a bordo delle navi italiane e riportate in Libia, da dove erano partite, in conformità agli accordi bilaterali fra Italia e Libia.
Tutto questo, senza essere identificate e senza essere informate circa la loro reale destinazione.

Era l'avvio della c.d. "politica dei respingimenti" che, secondo le parole del Ministro dell'Interno italiano dell'epoca, doveva rappresentare un "punto di svolta" nella lotta contro l'immigrazione irregolare. 
Nel corso del 2009, l'Italia ha condotto 9 operazioni in acque internazionali, in conformità agli accordi bilaterali con la Libia.
Il caso Hirsi Jamaa e altri è il ricorso di 24 cittadini somali ed eritrei - che facevano parte di quel gruppo di respinti il 6 maggio 2009 - contro l'Italia per la violazione dell'art. 3, dell'art. 4 Protocollo n. 4 e dell'art. 13 (in combinato con i precedenti) CEDU.

A distanza di quasi tre anni da quei fatti, la Corte è giunta, all'unanimità, ad una sentenza netta di condanna dell'Italia. Una sentenza che, se non potrà ridare giustizia a quanti negli anni – certo non solo in quell'occasione e non solo dall'Italia – sono stati intercettati e arbitrariamente respinti, speriamo servirà da indirizzo alle politiche relative al controllo dell'immigrazione in Europa.

La sentenza è molto lunga e interessante e se ne consiglia ovviamente la lettura completa, inclusa l'opinione concordante del giudice Pinto de Albuquerque, che si spinge più in là rispetto alla Corte, e tocca fra l'altro un tema ulteriore, di grande importanza, cioè quello del diritto a lasciare un Paese per cercare asilo.

Di seguito ripercorriamo quelli che a nostro avviso sono i punti principali della sentenza Hirsi Jamaa e altri c. Italia.

lunedì 20 febbraio 2012

Solidarietà fra Stati membri nel campo dell'asilo - parte 2

Alcuni giorni fa avevamo dedicato una prima breve riflessione alla solidarietà fra Stati membri
Si tratta - come è chiaro a tutti - di un tema cruciale per lo sviluppo della politica dell'Unione europea, certamente non solo in materia di asilo. 

Nel post precedente avevamo sottolineato come il vigente quadro normativo permetta di affermare che, per quanto riguarda le politiche dell'Unione relative ai controlli alle frontiere, all'asilo e all'immigrazione, nonché la loro attuazione, la solidarietà (non solo finanziaria) rappresenta un obbligo

Ciò che importa, dunque, assodato che "la solidarietà è stata riconosciuta fin dall'inizio come una componente essenziale del Sistema europeo comune di asilo" (Commissione europea, COM(2011)835, 02.12.2011, p. 2, enfasi nostra), è cercare di capire cosa gli Stati membri e le istituzioni dell'UE intendano per solidarietà e cosa in concreto si faccia per metterla in pratica.

Se è infatti evidente che solidarietà deve accompagnarsi a responsabilità di ciascuno Stato nel rispettare le regole, dall'altro lato è altrettanto evidente che alla richiesta di maggiore responsabilità deve corrispondere analoga dimostrazione di fiducia e supporto
Per dirla ancora con le parole della Commissione nella sua recente Comunicazione sulla solidarietà fra Stati membri nel campo dell'asilo, "[l]'applicazione del principio di solidarietà richiede agli Stati membri un reale impegno" (enfasi nostra). 
Un impegno, aggiungiamo noi, che tenga conto della necessità di una politica che sia equa nei confronti dei cittadini di Paesi terzi e che abbia come prima preoccupazione, in ogni caso, il rispetto dei diritti fondamentali.

In cosa consiste dunque, per ora, la solidarietà fra gli Stati membri nel campo dell'asilo e cosa è lecito aspettarsi nell'immediato futuro?


sabato 18 febbraio 2012

I materiali più interessanti segnalati da Asilo in Europa - Un riepilogo


In vista di una settimana che si preannuncia importante, pubblichiamo oggi un post di alleggerimento per riepilogare alcuni dei documenti ufficiali, sentenze o materiali di studio a nostro parere più interessanti usciti nel corso degli ultimi mesi del 2011 e in questo inizio di anno 2012.

Nella colonna di destra, si può trovare il gadget "Materiali di studio" dove cerchiamo di segnalare immediatamente gli studi, i commenti, i report più interessanti di cui veniamo a conoscenza.
D'ora in poi cercheremo di fare più spesso post riepilogativi come questo, ma consigliamo di fare riferimento al gadget indicato (oltre che alla pagina Facebook di Asilo in Europa, anch'essa raggiungibile dalla colonna di destra) per essere sempre aggiornati.

Grazie a chi ci ha fatto pervenire segnalazioni e a chi lo vorrà fare in futuro.

lunedì 13 febbraio 2012

Proposta modificata di una nuova Direttiva Procedure - I commenti dell'UNHCR e uno schema


L'UNHCR (Bureau for Europe) ha pubblicato i suoi commenti sulla proposta modificata di rifusione della Direttiva Procedure, presentata dalla Commissione europea lo scorso giugno.

Come ripetiamo spesso, la revisione degli strumenti del "pacchetto asilo" è attualmente in corso e, contrariamente a quanto è avvenuto per la "prima fase" (adozione con voto all'unanimità nel Consiglio dopo semplice consultazione del Parlamento europeo), l'adozione delle nuove misure deve avvenire secondo la procedura ordinaria, dunque con l'accordo fra Parlamento europeo e Consiglio (quest'ultimo peraltro deliberando a maggioranza qualificata, non all'unanimità).
La Commissione europea, nell'adempimento del suo compito di avviare la procedura con una sua proposta, aveva già presentato un primo testo di rifusione della Direttiva Procedure nel 2009.
Tale proposta, pur appoggiata dal Parlamento europeo, non aveva tuttavia fatto progressi in sede di Consiglio, dove era stato impossibile arrivare ad una posizione sul testo (Relazione della Commissione alla presentazione della proposta modificata, punto 1.1) .
Ecco perché, nel giugno 2011, la Commissione ha avanzato una proposta modificata. Stesso percorso ha seguito la proposta di rifusione della Direttiva Accoglienza.
Come abbiamo già avuto modo di dire, la nuova Direttiva Qualifiche è stata invece recentemente adottata.

Il lavoro dell'UNHCR, che analizza e commenta la proposta modificata della Commissione, è molto approfondito e contiene una serie di spunti e raccomandazioni che andrebbero tenuti in considerazione dal legislatore europeo o che potrebbero tornare utili per future ulteriori modifiche.
Data l'ampiezza del lavoro in questione, e la complessità della Direttiva Procedure, ci limitiamo qui a evidenziare alcuni commenti generali dell'UNHCR, rimandando chi volesse approfondire alla lettura integrale del documento (in fondo si può trovare il link).

Più sotto riproponiamo invece un nostro schema della proposta della Commissione, che ci auguriamo possa essere d'aiuto per orientarsi nella non facile lettura di questo strumento.


martedì 7 febbraio 2012

Domande di asilo nell'UE nel secondo quarto del 2011 - I dati di Eurostat

Eurostat ha da poco pubblicato sul suo sito internet i dati sulle domande di asilo presentate nei 27 Paesi dell'Unione europea nel secondo quarto del 2011 e sulle decisioni in prima istanza nello stesso periodo. 

Rispetto al secondo quarto del 2010, c'è stata una crescita del 23% delle domande presentate (poco meno di 69.000, cioè circa 12.800 in più rispetto al 2010) e non sorprende leggere che le domande presentate da cittadini tunisini e libici sono cresciute rispettivamente di sei e cinque volte. 

Forse meno ovvio - per lo meno in Italia - che i tre Paesi dove sono state presentate più domande di asilo nel secondo quarto del 2011, in linea con il primo quarto dell'anno, siano la Francia (14.505 domande), la Germania (10.820) e il Belgio (7.160) e che questi tre Paesi, da soli, abbiano ricevuto circa la metà delle domande presentate in tutta l'Unione europea

sabato 4 febbraio 2012

Solidarietà fra Stati membri nel campo dell'asilo - parte 1


Il 26 e 27 gennaio scorsi si è svolto un incontro informale dei Ministri Giustizia e Affari Interni dell'UE
In quanto informale, il Consiglio non ha adottato formalmente decisioni.
Tuttavia, la "bozza" fatta circolare dalla presidenza di turno del Consiglio dell'Unione – in capo alla Danimarca per il primo semestre del 2012 – in vista della riunione, ci dà lo spunto per parlare di un concetto importante, quello della solidarietà fra Stati membri nel campo dell'asilo.

Solidarietà è infatti una parola che mette d'accordo tutti, sulla carta e finché ci si limita ad una generica enunciazione.
Ma da qui a trasformare la solidarietà in azioni concrete, ce ne passa.
Basti pensare, volgendo per un attimo lo sguardo a livello globale, al fatto che, come noto – e come ricordato ai Ministri dall'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati nel corso della riunione informale –, l'80% dei rifugiati nel mondo vive nelle c.d. nazioni in via di sviluppo.
E che il numero delle domande di asilo presentate nei 27 Paesi dell'Unione europea è oggi ben lontano dalle punte raggiunte anni fa
Infatti, dal 2004 ad oggi (secondo dati Eurostat), le domande di asilo sono state sempre al di sotto delle 300.000 unità, quando negli anni 2000-2001-2002 (per non andare ancora più indietro nel tempo) il dato si attestava sempre sopra alle 400.000. 
Insomma, anche la solidarietà verso i Paesi terzi per trovare soluzioni durature per i rifugiati dovrebbe essere una preoccupazione primaria. 
E invece, la risposta degli Stati dell'UE, ad esempio verso i Paesi del Nordafrica in occasione della "Primavera Araba", non si può certo dire che sia stata particolarmente brillante (V. nostro precedente post qui).

Quanto all'Unione europea, e in particolare alle sue politiche in materia di immigrazione e asilo, il concetto di solidarietà fra Stati membri è particolarmente importante.


mercoledì 18 gennaio 2012

La nuova Direttiva Qualifiche - Pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale UE della Direttiva 2011/95/UE

Dopo alcuni giorni di pausa, torniamo a parlare delle principali novità in materia di asilo a livello europeo. E lo facciamo partendo da un importante fatto dello scorso anno. Stiamo parlando della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale UE della "nuova" Direttiva Qualifiche.  

Si tratta della Direttiva 2011/95/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 dicembre 2011 recante norme sull'attribuzione, a cittadini di paesi terzi o apolidi, della qualifica di beneficiario di protezione internazionale, su uno status uniforme per i rifugiati o per le persone aventi titolo a beneficiare della protezione sussidiaria, nonché sul contenuto della protezione riconosciuta.

Segnaliamo in proposito che abbiamo provveduto a modificare la relativa scheda di approfondimento sulla Direttiva Qualifiche (raggiungibile dalla colonna destra del blog). Per comodità, ne riportiamo anche qui sotto il testo.
Come sempre, saremo estremamente grati a quanti ci volessero far pervenire osservazioni, commenti e - soprattutto - segnalazioni di errori o mancanze.





Base giuridica: art. 78 § 2, lett. a) e b) TFUE


La Direttiva Qualifiche stabilisce norme sull’attribuzione, a cittadini di paesi terzi o apolidi, della qualifica di beneficiario di protezione internazionale, su uno status uniforme per i rifugiati o per le persone aventi titolo a beneficiare della protezione sussidiaria, nonché sul contenuto della protezione riconosciuta.

Oltre a ribadire i principi che ispiravano la Direttiva 2004/83/CE, la nuova Direttiva Qualifiche cerca di realizzare un maggiore ravvicinamento delle norme relative al riconoscimento e agli elementi essenziali della protezione internazionale.
In proposito, va ricordato come la "vecchia" Direttiva Qualifiche fosse considerata generalmente come lo strumento meno problematico fra quelli aprovati durante la c.d. "prima fase" del Sistema europeo comune di asilo. Pertanto, i passi in avanti fatti dalla Direttiva 2011/95/UE non sono molti e sono dovuti principalmente alla giurisprudenza, tanto della Corte europea dei diritti dell'uomo, quanto della Corte di Giustizia dell'Unione europea.
Eppure, soprattutto in alcuni casi, non si tratta di modifiche di secondaria importanza.

Vediamo dunque la nuova Direttiva Qualifiche più nel dettaglio.

lunedì 26 dicembre 2011

Regolamento Dublino: il "no" della Corte di Giustizia dell'UE a presunzioni assolute in materia di rispetto dei diritti fondamentali. Sentenza N.S. e altri.


Ancora il Regolamento Dublino II in "prima pagina". 
Parliamo oggi della sentenza N.S. e altri della Corte di Giustizia dell'Unione europea del 21 dicembre 2011 nei procedimenti riuniti C-411/10 e C-493/10.
Una sentenza attesa e importante.

Va detto innanzitutto che si trattava di un rinvio pregiudiziale da parte di due diversi giudici nazionali (la Court of Appeal of England and Wales, Regno Unito, e la High Court, Irlanda) che hanno chiamato la Corte di Giustizia dell'Unione europea a dare la sua interpretazione del diritto dell'Unione nell'ambito di una serie di controversie che riguardano in totale sei persone richiedenti asilo, da rinviare in Grecia in applicazione del Regolamento Dublino II (rispettivamente una dal Regno Unito e cinque dall'Irlanda).
In sostanza, la principale questione sollevata dai giudici inglese e irlandese era se gli Stati membri sono obbligati, prima di trasferire un richiedente asilo, a controllare se lo Stato di destinazione rispetti effettivamente i diritti fondamentali
E se, qualora emergesse che tale Stato non rispetta i diritti fondamentali, le autorità del Paese dove il richiedente asilo si trova siano obbligate ad esaminare la sua domanda.


In un post di qualche settimana fa vi avevamo anticipato le conclusioni dell'Avvocato generale presso la Corte. Vediamo ora come si sono espressi i giudici.


lunedì 19 dicembre 2011

Consiglio dell'UE Giustizia e Affari Interni (GAI) del 13 e 14 dicembre


Il 13 e 14 dicembre si è tenuto un Consiglio dell'UE nella formazione GAI – Giustizia e Affari Interni. Molti gli argomenti di nostro interesse, diversamente connessi al tema dell'asilo.

Si è infatti parlato, fra le altre cose, di: regime dei visti e liberalizzazione, area Schengen, Sistema europeo comune di asilo, risposta UE alla pressione migratoria, approccio globale alla migrazione e alla mobilità, fondi europei, agenda europea per l'integrazione degli stranieri.

Vediamo i vari punti nel dettaglio.


mercoledì 14 dicembre 2011

I minori non accompagnati richiedenti asilo e il Regolamento Dublino II


Recentemente, una corte britannica ha deciso di sospendere un giudizio e di inviare un quesito alla Corte di Giustizia dell'Unione europea sull'applicazione delle regole del Regolamento Dublino II ai minori non accompagnati richiedenti asilo.

Ricordiamo che, in base all'art. 267 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea (TFUE), i giudici nazionali, qualora reputino necessaria, per emanare la loro sentenza, una decisione della Corte di Lussemburgo su: i) l'interpretazione dei Trattati; ii) la validità e l'interpretazione degli atti compiuti dalle istituzioni, dagli organi o dagli organismi dell'Unione, possono o (se giudici di ultima istanza) debbono rivolgersi alla Corte di Giustizia.

Si tratta, in sostanza, di un meccanismo di cooperazione fra giudici, molto utile per assicurare un'interpretazione uniforme delle regole europee, in quanto le decisioni della Corte hanno effetto in tutti gli Stati membri (non arrivando invece a decidere il caso specifico, che resta di competenza del giudice nazionale).

Il caso in questione riguarda tre minori non accompagnati, privi di familiari in tutta l'Unione europea, che hanno chiesto asilo nel Regno Unito, dopo averlo chiesto in un altro Stato membro.

lunedì 5 dicembre 2011

La Commissione lancia la nuova Comunicazione sulla Solidarietà


di Pietro Tesoriero*

La Commissione Europea propone nella Comunicazione pubblicata il 2 dicembre di rinforzare gli strumenti di solidarietà tra Stati membri nel campo dell'asilo. La Comunicazione, intitolata “Migliorare la solidarietà tra paesi UE nel campo dell'asilo”, mira a rafforzare la cooperazione tecnica e finanziaria tramite una più efficiente allocazione delle risorse e una migliore governance dei sistemi di asilo.

Con tale Comunicazione la Commissione vuole mettere al centro del dibattito il tema della solidarietà tra gli Stati membri che è stata oggetto di grande attenzione negli ultimi mesi a livello europeo, in particolare in seguito agli sbarchi a Lampedusa e in Sicilia. Questi eventi hanno accentuato se possibile la necessità di un efficiente Sistema Europeo in materia di Asilo ed evidenziato la mancanza di fiducia tra i governi degli Stati membri.


giovedì 1 dicembre 2011

Un nuovo Approccio Globale in materia di Migrazione e Mobilità


Il 18 novembre la Commissione europea ha pubblicato una Comunicazione sull'Approccio Globale in materia di Migrazione e Mobilità (GAMM).

Di cosa si tratta?
Nel 2005 l'Unione europea aveva adottato l'Approccio Globale in materia di Migrazione (GAM) come quadro generale della politica esterna europea in materia di immigrazione, per affrontare tutti gli aspetti rilevanti in materia di immigrazione in collaborazione con i Paesi terzi.

Tale quadro politico si basava su 3 pilastri (migrazione regolare, migrazione irregolare, migrazione e sviluppo) e all'interno della sua cornice si possono far rientrare vari strumenti (giuridici, politici, operativi) utilizzati dall'UE per rafforzare la cooperazione con i Paesi terzi, fra cui: Partenariati per la Mobilità (siglati finora con Moldavia, Capo Verde, Georgia, Armenia), accordi per la facilitazione dei visti, accordi di riammissione, dialoghi politici, oltre che una lunga serie di progetti in materia di migrazione finanziati in Paesi non UE (circa 300, per un totale di 800 milioni di euro).

Lo scopo di questa Comunicazione è quello di proporre un rinnovato Approccio Globale in materia di Migrazione e (ora anche) Mobilità, laddove l'aggiunta della parola "Mobilità" si riferisce soprattutto all'attenzione dedicata dal nuovo Approccio Globale alla politica in materia di visti di breve durata, strumento comprensibilmente strategico per ottenere la cooperazione dei Paesi terzi.

Ai tre pilastri originari, inoltre, se ne aggiunge ora uno relativo alla protezione internazionale e alla dimensione esterna della politica europea in materia di asilo.

giovedì 24 novembre 2011

Più soldi per le politiche UE di immigrazione e asilo - Le proposte della Commissione per il periodo 2014-2020


Il 15 novembre è stato presentato dalla Commissione europea un ampio "pacchetto" di proposte in materia di fondi europei nel settore Affari Interni per il periodo 2014-2020.
Nello specifico, la Commissione ha presentato le proposte per:
  • un Regolamento che stabilisce il Fondo Migrazione e Asilo
  • un Regolamento che stabilisce, come parte del Fondo per la Sicurezza Interna, lo strumento di supporto finanziario per frontiere e visti
  • un Regolamento che stabilisce, come parte del Fondo per la Sicurezza Interna, lo strumento di supporto finanziario per la cooperazione di polizia, la prevenzione e la lotta al crimine e la gestione delle crisi
  • un Regolamento che stabilisce le condizioni generali della gestione dei fondi,
accompagnati da una Comunicazione della Commissione sul budget 2014-2020 per il settore Affari Interni.

In estrema sintesi, la Commissione propone di ridurre il numero di Fondi a due:
  1. Fondo Migrazione e Asilo
  2. Fondo per la Sicurezza Interna

sabato 19 novembre 2011

Libro Verde sul diritto al ricongiungimento familiare


Il 15 novembre la Commissione ha lanciato una consultazione pubblica ("Libro Verde") sul diritto al ricongiungimento familiare dei cittadini di Paesi terzi che risiedono legalmente nel territorio degli Stati membri dell'Unione europea.

La Commissione, nell'introduzione al Libro Verde, sottolinea come la Direttiva 2003/86/CE, che fissa le condizioni dell'esercizio del diritto in questione, sia stata criticata da ONG e mondo accademico perché stabilisce un basso livello di armonizzazione. Dal canto loro, alcuni Stati hanno introdotto regole restrittive e hanno richiesto una modifica della Direttiva che permetta di aggiungere ulteriori condizioni al ricongiungimento familiare.
Nella sua valutazione del 2008 sull'applicazione della Direttiva, la Commissione concludeva che il testo in vigore lascia agli Stati membri troppo margine di manovra.

Con la pubblicazione del Libro Verde, la Commissione vuole dunque lanciare un dibattito pubblico sul ricongiungimento familiare, a cui invita a partecipare tutti gli interessati (istituzioni europee, autorità nazionali, regionali e locali, ONG, società civile,...), che possono rispondere alle domande avanzate entro il 1 Marzo 2012.

martedì 15 novembre 2011

Tutto quello che avreste voluto sapere sul Regolamento Dublino - Intervista a Francesco Maiani


Con il post di oggi proseguiamo quella serie di interventi sul blog Asilo in Europa (inaugurata con l'intervista ad Anneliese Baldaccini  – Amnesty International su Frontex) di esperti che possono aiutarci a capire meglio il senso e la portata delle novità di cui via via diamo conto.


L'argomento di oggi è il Regolamento Dublino e non ha certo bisogno di grandi introduzioni. Si tratta senza dubbio del “pezzo” di politica europea in materia di asilo più famoso, discusso, criticato
Ne abbiamo parlato spesso anche su questo blog (V. ad esempio qui e qui).

Abbiamo chiesto a Francesco Maiani, professore all'Institut de hautes études en administration publique - Swiss Graduate School of Public Administration, e membro del Network Odysseus, di ripercorrerne le origini, descriverne obiettivi e carenze e analizzare i negoziati in corso per la sua modifica, con un riferimento particolare alla fondamentale sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo nel caso M.S.S. contro Belgio e Grecia.

Un intervento ricchissimo e di certo interesse per i lettori, di cui lo ringraziamo molto.










mercoledì 2 novembre 2011

Consiglio GAI dell'Unione Europea del 27 e 28 ottobre

Il 27 e 28 ottobre si è tenuta una riunione del Consiglio dell'UE nella formazione Giustizia e Affari Interni (GAI). 
Per quanto di nostro interesse, il Consiglio ha preso nota dello stato dei negoziati sul "pacchetto asilo" e ha esaminato i progressi nell'attuazione del piano nazionale greco in materia di asilo e immigrazione.

Quanto al "pacchetto asilo", questo è lo stato dell'arte emerso dalla riunione:
- Direttiva Qualifiche: dopo l'approvazione da parte del Parlamento europeo del testo frutto del compromesso raggiunto lo scorso luglio, l'adozione finale dell'atto avverrà nelle prossime settimane;
- Dublino II: la maggioranza degli Stati membri continua a rifiutare l'idea di un meccanismo di sospensione dei trasferimenti inclusa nella proposta della Commissione;
- Eurodac: i negoziati sono fermi in attesa di una nuova proposta che permetta l'accesso ai dati da parte delle forze dell'ordine;
- Direttiva Procedure e Direttiva Accoglienza: i lavori stanno procedendo, sulla base delle due nuove proposte avanzate dalla Commissione lo scorso giugno.

In particolare, per quanto riguarda la Direttiva Qualifiche, il Consiglio ritiene che le nuove regole renderanno più semplice il processo decisionale e produrranno decisioni in prima istanza più solide, migliorando dunque l'efficienza dell'intero sistema d'asilo e prevenendone l'abuso. Un altro effetto positivo sarà l'approssimarsi dei diritti e benefici fra rifugiati e titolari di protezione sussidiaria.

Quanto al piano greco su asilo e immigrazione, il Consiglio ne ha discusso l'attuazione e ha preso atto, da un lato, dei progressi e, dall'altro, delle difficoltà di cui soffre il sistema di asilo greco, a causa dall'arrivo costante di grandi numeri di immigrati.


Il Consiglio si è occupato anche di altri aspetti legati alla politica di immigrazione, che ci limitiamo a citare in quanto non direttamente connessi al tema dell'asilo, come l'Agenda europea per l'integrazione presentata dalla Commissione, l'avvio del Sistema di informazione Visti (VIS), la Direttiva sulla creazione di un permesso unico per stranieri per soggiornare e lavorare nell'UE (anch'essa di prossima adozione), la Comunicazione della Commissione sulla cooperazione nel partenariato orientale, la conclusione di un Partenariato per la mobilità fra UE e Armenia.


Vai al Comunicato stampa del Consiglio UE   

martedì 1 novembre 2011

Il Parlamento europeo approva la nuova Direttiva Qualifiche


Il 27 ottobre il Parlamento europeo ha approvato la proposta di rifusione della Direttiva Qualifiche (2004/83/CE). 
Si tratta di un passaggio molto importante in vista dell'adozione definitiva da parte del Consiglio UE, che avverrà probabilmente entro la fine dell'anno
È inoltre un primo passo in avanti verso il raggiungimento dell'obiettivo di approvare le proposte di modifica di tutti gli strumenti del Sistema europeo comune di asilo entro il 2012.

Ricordiamo che la Commissione europea aveva presentato la sua proposta di modifica della Direttiva Qualifiche (2004/83/CE) nel 2009. Il Parlamento europeo e il Consiglio avevano poi raggiunto, nello scorso luglio, un accordo su un testo di compromesso, su cui il Parlamento si è ora espresso con questo voto positivo.

La nuova Direttiva, oltre a ribadire i principi che ispirano l'attuale Direttiva Qualifiche (2004/83/CE), cerca di realizzare un maggiore ravvicinamento delle norme relative al riconoscimento e agli elementi essenziali della protezione internazionale.
Vediamo i principali punti di novità.

lunedì 24 ottobre 2011

Riunione Commissione LIBE su area mediterranea

Il 17 ottobre si è svolta a Bruxelles una riunione della Commissione LIBE (Libertà Civili, Giustizia e Affari Interni) del Parlamento europeo. 
Fra le altre cose, si è parlato anche della "Situazione della migrazione nell'area mediterranea (respingimento, reinsediamento e aiuto fornito dalla Commissione)". 
A questa parte della riunione ha partecipato anche il Direttore Generale della DG Affari Interni della Commissione europea, Stefano Manservisi, che ha presentato dei dati e risposto ad alcune domande. 

sabato 15 ottobre 2011

Avvio del Sistema di Informazione Visti (VIS)


L'11 ottobre, dopo diversi rinvii, si è avviato il VIS (Visa Information System).
Cos'è e come funziona?
In poche parole, si tratta di un gigantesco database centralizzato che collega i consolati dei Paesi Schengen, all'interno del quale verranno inseriti i dati biometrici (in particolare ovviamente le impronte digitali) di tutti coloro che richiedono un visto di breve durata per entrare in uno dei Paesi dell'area Schengen, nonché le decisioni prese a riguardo.

Lo scopo principale è quello di facilitare lo scambio di questi dati fra i Paesi membri, agevolando sia la procedura per esaminare la richiesta di visto ai consolati, sia i controlli ai valichi di frontiera esterni, dove, confrontando ad esempio le impronte digitali con quelle inserite nel database centralizzato, le guardie di frontiera potranno verificare se la persona che trovano di fronte è la stessa che ha ottenuto il visto dal consolato. 
L'avvio del VIS sarà graduale: i primi consolati ad essere collegati sono quelli presenti nei Paesi del Nord Africa.

lunedì 10 ottobre 2011

Frontex: immigrazione irregolare in crescita nel 2^ quarto del 2011

Il 4 ottobre Frontex ha pubblicato il suo rapporto "Risk Analysis" relativo al secondo quarto (aprile-giugno) del 2011. Questi i principali punti evidenziati dal rapporto:
  • tutti gli indicatori relativi all'immigrazione irregolare sono cresciuti rispetto al periodo (gennaio-marzo) precedente. Il numero delle persone fermate durante l'attraversamento irregolare di una frontiera ha toccato un livello (41.245) mai raggiunto dalla seconda metà del 2008. Le richieste di asilo sono salite a uno dei livelli più alti (58.544) da quando la raccolta dei dati da parte di Frontex è cominciata.