giovedì 19 febbraio 2015

Sulla stessa barca - Iniziativa pubblica di confronto fra sistemi di accoglienza in Europa - Bologna, 6 marzo 2015

E' con grande piacere che oggi vi presentiamo un'iniziativa pubblica su un tema che ci sta particolarmente a cuore, quello della conoscenza del funzionamento dei sistemi di asilo in altri Paesi (e spesso delle grandi differenze tra questi), in relazione al processo di costruzione del sistema europeo comune di asilo, in atto da ormai diversi anni. 
Su queste pagine (e ordinate in maniera più chiara su quelle del nostro sito) è possibile da tempo consultare le "schede-Paese" sui vari sistemi di asilo che via via analizziamo. L'iniziativa che oggi vi presentiamo, e che si svolgerà a Bologna il giorno venerdì 6 marzo 2015, dalle ore 16, vuole essere dunque l'occasione per approfondire ulteriormente (soprattutto i "sistemi di accoglienza" di Belgio, Francia e Svezia) , togliersi qualche curiosità o anche "solo" interagire con noi e in particolare con i nostri soci che vivono e lavorano all'estero su questi temi.

La partecipazione è libera, vi aspettiamo numerosi!




SULLA STESSA BARCA
Il sistema di asilo europeo: quale armonizzazione? 


Bologna, venerdì 6 marzo 2015, h. 16:00
Centro Poggeschi, Via Guerrazzi 14



Programma

Introduzione a cura dell'associazione Asilo in Europa


Sistemi di accoglienza a confronto

                              Francia                      Belgio                      Svezia                               
    Benedetta Badii        Claudia Bonamini         Lorenzo Vianelli


- Barbara Sorgoni, Università di Torino, Armonizzazione o standardizzazione? Complessità dell'accoglienza e relazioni burocratiche

- Elly Schlein, Parlamentare europea, Socialisti e Democratici (S&D), Un asilo europeo: prospettive e dibattito nelle attuali politiche europee


Interventi dal pubblico 


A ormai più di 15 anni dal Consiglio europeo di Tampere, in cui si convenne di lavorare all'istituzione di un sistema europeo comune di asilo, le prassi nei diversi Stati dell'Unione europea divergono ancora ampiamente. I soci di Asilo in Europa in Belgio, Francia e Svezia descriveranno i sistemi di accoglienza e inclusione sociale di richiedenti e titolari di protezione internazionale: le caratteristiche generali, il ruolo dell’operatore sociale, i programmi successivi al riconoscimento dello status.
Paesi, politiche e prassi differenti. Come andare verso un sistema europeo comune di asilo?
                                                             

Per informazioni sulla sede dell'incontro http://www.reteloyola.it
Per ogni altra informazione asiloineuropa[at]gmail.com

giovedì 29 gennaio 2015

Samba Diouf (C-69/10) - Tutte le sentenze della Corte di Giustizia UE rilevanti in materia di asilo analizzate da Asilo in Europa

Oggi pubblichiamo una nuova scheda di analisi all'interno della nostra rubrica su "Tutte le sentenze della Corte di Giustizia UE in materia di asilo". Il caso di cui ci occupiamo è il caso Samba Diouf (C-69/10), una sentenza sulla procedura accelerata per l'esame delle domande di asilo.

Come sempre, pubblichiamo nelle righe che seguono una breve sintesi, rimandando invece al nostro sito per scaricare la versione completa dell'analisi.


venerdì 23 gennaio 2015

Ricongiungimento familiare dei titolari di protezione internazionale in Europa - Una comparazione e le schede Paese

Il post di oggi è la rielaborazione di un intervento che la nostra associazione ha fatto lo scorso 23 ottobre 2014 all'interno del Laboratorio multidisciplinare sul Diritto di Asilo organizzato dal Coordinamento Non Solo Asilo presso l'Università di Torino.  L'edizione 2014/2015 del laboratorio ha voluto approfondire il tema delle “Relazioni, legami e affettività: cosa (e come) si mantiene, si cambia e si costruisce nel contesto di arrivo”. La nostra associazione è stata invitata a partecipare con un contributo sulle pratiche di ricongiungimento familiare in Europa.
In quell'occasione, sono state messe a confronto le leggi e le prassi nazionali che regolano il diritto al ricongiungimento familiare dei titolari di protezione internazionale in sette paesi dell'Unione Europea: Svezia, Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Malta e Regno Unito.

Nelle righe che seguono si può trovare una breve comparazione delle informazioni raccolte per preparare l'intervento al Laboratorio di Torino. Sul sito di Asilo in Europa è possibile invece scaricare le schede sul ricongiungimento familiare per i titolari di protezione internazionale suddivise per Paese con analisi e link utili per chi volesse approfondire.

Come al solito, buona lettura!


venerdì 9 gennaio 2015

Sentenza della Corte di Giustizia UE nel caso Abdida (C-562/13) - Effetto sospensivo del ricorso contro decisioni di rimpatrio in caso di serio rischio di deterioramento delle condizioni di salute e obbligo di prendere in carico nel frattempo le necessità primarie

Come vi avevamo anticipato, torniamo a occuparci delle sentenze pubblicate dalla Corte di Giustizia UE sul finale del 2014. 
La sentenza di oggi - di cui, come al solito, pubblichiamo su questo blog una breve sintesi, rimandando al nostro sito chi volesse scaricare l'analisi completa - trae origine da una domanda di pronuncia pregiudiziale presentata alla Corte di giustizia dalla Corte del lavoro (Cour du travail) di Bruxelles (Belgio) e va letta congiuntamente alla pronuncia emessa nel medesimo giorno (18 dicembre 2014) nel caso M’Bodj, da noi commentata qui.

In effetti, se la decisione adottata dalla Corte di giustizia in quest'ultimo caso consente di sciogliere un dubbio interpretativo comune – vale a dire chiarisce che il cittadino di Paese terzo, affetto da una grave malattia, che corra il rischio effettivo di subire un trattamento inumano o degradante se rinviato nel Paese di origine sprovvisto di una terapia medica adeguata, non può invocare la protezione sussidiaria di diritto UE e, quindi, l'applicazione della direttiva 2004/83/CE (Direttiva Qualifiche, oggi sostituita dalla Direttiva 2011/95/UE) – la decisione adottata nel caso Abdida permette, come si vedrà meglio nelle righe che seguono, di individuare una forma alternativa di protezione nella c.d. Direttiva Rimpatri (Direttiva 2008/115/CE).


sabato 27 dicembre 2014

"Soggetti che offrono protezione" e "Alternativa della protezione interna" - Pubblicati i rapporti finali del progetto europeo APAIPA coordinato da ECRE

Alcune settimane fa è stata pubblicata una ricerca comparativa a livello europeo, coordinata da ECRE (European Council on Refugees and Exiles), a cui abbiamo avuto il privilegio di contribuire come referenti per l'Italia. Solo oggi abbiamo modo di darne conto e lo facciamo volentieri sia per contribuire alla diffusione di una ricerca europea che riteniamo interessante sia per ringraziare pubblicamente quanti (e sono stati davvero tanti) ci hanno aiutato per la realizzazione della parte italiana.

La ricerca, intitolata APAIPA (Actors of Protection and the Application of the Internal Protection Alternative), ha ad oggetto l'applicazione nei diversi Paesi europei analizzati (11: Austria, Polonia, Belgio, Spagna, Francia, Svezia, Germania, Paesi Bassi, Ungheria, Regno Unito, Italia) di due concetti chiave nell'esame delle domande di protezione internazionale: quello di “soggetti che offrono protezione” e quello di “alternativa della protezione interna”.

Per ogni Paese analizzato ECRE ha selezionato una o più persone incaricate di svolgere la ricerca a livello nazionale. Come detto, per quanto riguarda l'Italia, la ricerca è stata condotta da alcuni soci di Asilo in Europa. Sulla base degli esiti dei lavori condotti a livello nazionale, ECRE ha infine redatto sia il rapporto comparativo europeo sia i singoli rapporti nazionali.

Potete scaricare il rapporto comparativo (in inglese) a questo link e il rapporto relativo all'Italia (in italiano) qui.

Per quanto riguarda il rapporto comparativo ed i suoi esiti rimandiamo al testo della ricerca, mentre nelle righe che seguono ci soffermeremo brevemente sull'Italia, rimandando comunque anche in questo caso alla lettura del rapporto italiano chi volesse approfondire.


lunedì 22 dicembre 2014

Sentenza M'Bodj (C-542/13). Benefici della Direttiva Qualifiche non estensibili a chi è autorizzato a soggiornare per rischio di deterioramento dello stato di salute

Il 18 dicembre è stato un giorno di attività molto intensa della Corte di Giustizia dell'Unione Europea sulle materie di nostro interesse. Sono state pubblicate infatti ben tre sentenze molto rilevanti ai nostri fini e nei prossimi giorni pubblicheremo le relative analisi. Cominciamo oggi con l'analisi della sentenza nel caso M'Bodj (C-542/13). 

La sentenza trae origine dalla domanda di pronuncia pregiudiziale avanzata alla Corte di Giustizia dalla Corte costituzionale belga. In particolare, il giudice nazionale chiede alla Corte l'esatta interpretazione di alcuni articoli della Direttiva 2004/83/CE (Direttiva Qualifiche, oggi sostituita dalla Direttiva 2011/95/UE) al fine di chiarire se gli Stati membri sono obbligati a concedere assistenza sanitaria e sociale ai sensi degli articoli 28 e 29 della Direttiva, a un cittadino di un Paese terzo autorizzato a rimanere sul territorio sulla base di una normativa nazionale che fa riferimento a motivi di salute. 

La sentenza è interessante in quanto permette alla Corte di svolgere un più ampio ragionamento sulla possibilità o meno che un caso come quello oggetto del procedimento principale – persona a rischio di deterioramento dello stato di salute a causa dell'assenza di terapie adeguate nel suo Paese di origine – rientri nella protezione sussidiaria e dunque nell'ambito di applicazione della Direttiva Qualifiche

Come sempre pubblichiamo nelle righe seguono una breve sintesi della decisione della Corte, rimandando al nostro sito chi volesse scaricare il pdf con l'intera analisi.

Buona lettura!

giovedì 11 dicembre 2014

Sentenza A, B e C. Limiti alle modalità di valutazione dell'orientamento sessuale - Tutte le sentenze della Corte di Giustizia analizzate da Asilo in Europa

Dopo la sentenza resa poco più di un anno fa (7 novembre 2013) nelle cause riunite X, Y e Z (potete trovare qui un nostro post a riguardo), la domanda di pronuncia pregiudiziale di cui ci occupiamo oggi permette alla Corte di fornire ulteriori precisazioni in merito alle condizioni di attribuzione dello status di rifugiato a richiedenti che invocano il proprio orientamento sessuale a fondamento del rischio di persecuzione nel Paese di origine. 

Nello specifico, la Corte è stata chiamata dal giudice del rinvio (olandese) a pronunciarsi sulla conformità con il diritto dell'Unione – l’art. 4 della Direttiva 2004/83/CE (oggi sostituta dalla Direttiva 2011/95/UE, la nuova Direttiva Qualifiche) e artt. 1 e 7 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea – di alcune modalità di valutazione delle dichiarazioni e delle prove documentali prodotte a sostegno del proprio orientamento sessuale dai tre richiedenti asilo.

Come al solito pubblichiamo di seguito poche righe di introduzione alla sentenza della Corte, rimandando al nostro sito chi volesse scaricare l'intera analisi in pdf di questa e di tutte le sentenze analizzate finora. Buona lettura!

martedì 25 novembre 2014

Asilo negli Stati europei. SPAGNA - Parte 4. Esame della domanda di protezione internazionale

Nuova puntata della nostra scheda sul sistema di asilo spagnolo. Ci occupiamo oggi dell'esame della domanda di protezione internazionale. E' una puntata molto articolata che presenta l'organo responsabile dell'esame della domanda, l'esame di ammissibilità (con le possibili cause di inammissibilità), quello nel merito (con la distinzione tra procedura ordinaria e procedura prioritaria) e infine i possibili esiti dell'esame.

Un ringraziamento particolare lo dobbiamo a Francesca Giovannini per la sua consulenza preziosa su questa e altre puntate della scheda sulla Spagna.

Buona lettura!



SPAGNA - PARTE 4
Esame della domanda


mercoledì 19 novembre 2014

Sentenza H.N. (C-604/12) - Tutte le sentenze della Corte di Giustizia UE in materia di asilo analizzate da Asilo in Europa

Per la nostra rubrica sulle sentenze della Corte di Giustizia UE in materia di asilo pubblichiamo oggi l'analisi della decisione della Corte nel caso H.N. contro Minister for Justice, Equality and Law Reform. Si tratta di una sentenza abbastanza recente (8 maggio 2014) e, benché direttamente collegata alla particolare procedura di asilo irlandese, di sicuro interesse generale soprattutto nella parte in cui i giudici ricordano la necessità di una durata "non irragionevole" dell'esame di una domanda.



Come al solito, nelle righe che seguono pubblichiamo una breve introduzione alla nostra scheda, che è possibile scaricare integralmente dalla pagina del nostro sito dedicata alle sentenze della Corte di Giustizia UE.

Buona lettura!



giovedì 13 novembre 2014

Sentenza Tarakhel contro Svizzera – La Corte europea dei diritti dell'uomo ritiene l'Italia uno Stato non completamente sicuro per i richiedenti asilo più vulnerabili

Con la sentenza, pronunciata il 4 novembre 2014, nel caso Tarakhel c. Svizzera, la Grande Chambre della Corte europea dei diritti dell'uomo ha dichiarato a maggioranza dei suoi membri (14 contro 3) che, allo stato attuale, il rinvio verso l'Italia di richiedenti asilo particolarmente vulnerabili, quali un nucleo familiare con minori, è suscettibile, in mancanza di adeguate garanzie, di violare il divieto di trattamenti inumani o degradanti, sancito dall'art. 3 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU).




La Corte, per l'ennesima volta, conferma con questa sentenza che la decisione di trasferire uno o più richiedenti asilo verso lo Stato membro competente in base ai criteri  del Regolamento Dublino, deve sempre essere assunta nel rispetto dei diritti umani, dopo un esame rigoroso sia della situazione generale del sistema di asilo di detto Stato sia della situazione individuale dei richiedenti. 

Nel post di oggi commentiamo questa importante sentenza, seguendo il ragionamento che ha portato i giudici della Corte alla decisione e poi confrontando questa sentenza con precedenti della Corte che avevano invece escluso violazioni della CEDU in caso di rinvii verso l'Italia. 


martedì 4 novembre 2014

Salahadin Abdulla e altri (C-175/08) - Tutte le sentenze della Corte di Giustizia UE in materia di asilo analizzate da Asilo in Europa

Dopo diverso tempo torniamo ad occuparci di giurisprudenza. Lo facciamo all'interno della nostra rubrica "Sentenze della Corte di Giustizia UE", dove - come sa chi segue da tempo questo blog - stiamo analizzando, una per una, tutte le sentenze con cui i giudici di Lussemburgo hanno interpretato il diritto dell'Unione in materia di asilo

Per chi si fosse perso le prime sentenze, consigliamo di visitare questa pagina del nostro sito, dove si possono scaricare tutte le analisi fatte finora. 



Oggi ci occupiamo di  una sentenza molto importante, che interpreta la Direttiva Qualifiche e, in particolare, la cessazione dello status di rifugiato, toccando diversi punti di grande interesse. Nelle righe che seguono presentiamo come al solito un breve riassunto delle conclusioni a cui è giunta la Corte, rimandando al nostro sito (in particolare a questa pagina) per scaricare la scheda completa di analisi della sentenza Salahadin Abdulla e le altre schede pubblicate finora. 

La causa in esame interpreta l’ipotesi di cessazione dello status di rifugiato prevista dall’art. 11, par. 1 lett. e), della Direttiva Qualifiche (Direttiva 2004/83/CE, oggi sostituita dalla Direttiva 2011/95/UE).
Le questioni più importanti in esame sono: 1) se si dà luogo alla cessazione dello status di rifugiato al venir meno del fondato timore di persecuzione, in assenza di motivi ulteriori di timore; 2) se, quando vengono meno le circostanze che avevano determinato il riconoscimento dello status, le eventuali nuove, differenti circostanze che devono essere valutate sulla base di un criterio di probabilità differente rispetto a quello applicabile ai fini del riconoscimento dello status di rifugiato; 3) se si applica, o meno, a tali nuove circostanze, il regime di alleggerimento dell’onere della prova di cui all’art. 4 par. 4 della Direttiva Qualifiche nel caso in cui l’interessato abbia già subito atti o minacce di persecuzione.

La Corte afferma che cessa lo status di rifugiato quando vengono meno le circostanze alla base del fondato timore di persecuzione e non sussistono altri motivi di timore, purché il cambiamento sia significativo e non temporaneo e qualora il soggetto o i soggetti che offrono protezione nel Paese di origine abbiano adottato adeguate misure al fine di impedire il verificarsi di atti persecutori, garantendo l’accesso dell’interessato a questa protezione. 

L’esame del rischio relativo a nuove, differenti circostanze deve avvenire sulla base dello stesso criterio di probabilità applicato ai fini del riconoscimento dello status di rifugiato. La norma di cui all’art. 4, par. 4 è applicabile, cioè si attribuisce una forte valenza probatoria ad atti o minacce precedenti di persecuzione ma solo qualora l’interessato faccia valere circostanze diverse da quelle per cui era stato riconosciuto rifugiato. Ciò potrà di regola verificarsi solamente quando il motivo di persecuzione sia diverso da quello considerato al momento del riconoscimento dello status di rifugiato e vi siano atti o minacce di persecuzione precedenti collegati al motivo di persecuzione esaminato in tale fase.

venerdì 31 ottobre 2014

Asilo negli Stati europei. SPAGNA - Parte 3. Accoglienza dei richiedenti asilo

Riprendiamo la pubblicazione della nostra scheda sul sistema di asilo spagnolo. Nelle scorse settimane abbiamo pubblicato i dati principali e approfondito come e dove si presenta domanda di protezione internazionale in Spagna.
Oggi parliamo invece dell'accoglienza dei richiedenti asilo.

Buona lettura!


Brain Food, Barcelona - ISO Republic http://isorepublic.com/

mercoledì 29 ottobre 2014

Sentenza Sharifi e altri contro Italia e Grecia - La Corte europea dei diritti dell'uomo si pronuncia ancora contro i respingimenti

Il 21 ottobre la Corte europea dei diritti dell'uomo, nel caso denominato Sharifi e altri contro Italia e Grecia, ha condannato nuovamente l'Italia per aver respinto indiscriminatamente un gruppo di richiedenti asilo verso un Paese “non sicuro”.
La pronuncia, che interviene a ormai circa 6 anni dai fatti,  richiama ampiamente le argomentazioni sviluppate in due delle sentenze più significative degli ultimi anni in materia di respingimenti (M.S.S. c. Belgio e Grecia del 21 gennaio 2011 e Hirsi Jamaa e al. c. Italia del 23 febbraio 2012).


Nel caso di cui ci occupiamo oggi, così come in M.S.S., il luogo di destinazione "non sicuro" si trovava non sul territorio di un Paese terzo, ma su quello di uno Stato membro dell'UE (la Grecia), e la Corte ha condannato nuovamente la messa in atto automatica da parte degli Stati membri del meccanismo previsto dal regolamento Dublino.


giovedì 23 ottobre 2014

Asilo negli Stati europei. Spagna - Parte 2. Avvio della procedura

Continuiamo la nostra analisi del sistema spagnolo con la pubblicazione della seconda puntata, relativa all'avvio della procedura di asilo. Per chi si fosse perso la prima puntata (relativa ai dati) o le analisi dei sistemi di asilo degli altri Paesi europei, rimandiamo alla pagina Asilo negli Stati europei. Nei prossimi giorni continueremo invece ad occuparci del sistema spagnolo descrivendo l'accoglienza dei richiedenti asilo, la procedura di esame della domanda e il contenuto della protezione.

Buona lettura!

SPAGNA
Parte 2 - Avvio della procedura

lunedì 20 ottobre 2014

Asilo negli Stati europei. SPAGNA - Parte 1. I dati

Dopo l'impegno della nostra associazione per il seminario di Marsiglia "Garantire il diritto di asilo nel Mediterraneo" (Vedi qui la pagina con la descrizione e i materiali del seminario, di cui riparleremo presto), torniamo oggi ad occuparci della nostra rubrica Asilo negli Stati europei. Lo facciamo pubblicando - come al solito, in diverse "puntate" - un'analisi del sistema di asilo spagnolo.

Ricordiamo che alla pagina Asilo negli Stati europei è possibile trovare tutte le schede di approfondimento che abbiamo pubblicato finora, sui sistemi di asilo di Francia, Irlanda, Malta, Belgio, Regno Unito, Polonia. 

Come sempre, cominciamo con alcuni dati interessanti.







martedì 7 ottobre 2014

Seminario accoglienza Marsiglia - Journée d'étude Marseille droit d'asile et travail social









Care lettrici e cari lettori, in vista dell’imminente seminario di Marsiglia del 17 ottobre, apriamo una sezione apposita del blog in cui raccoglieremo materiali per facilitare i lavori della giornata di studi e favorire lo scambio tra gli operatori dell’asilo italiani e francesi. Pubblicheremo documenti di presentazione dei sistemi asilo italiano e francese, informazioni sui relatori che parteciperanno al convegno, indicazioni bibliografiche, report ed altri documenti di approfondimento… oltre ai vostri commenti e le vostre osservazioni. Non esitate a sottoporci domande e riflessioni per arricchire la nostra riflessione comune in vista della giornata di studi del 17 ottobre.


Chers lecteurs, mesdames et messieurs, en vue de la journée d'étude à Marseille le 17 octobre 2014 sur le droit d'asile et le travail social et à fin de faciliter les échanges d'informations entre intervenants sociaux italien et français, nous vous présentons cette nouvelle page de notre blog. Vous pouvez y trouvez des documents de présentations sur le deux systèmes d'asile, italien et français, des informations sur les intervenants, une riche bibliographie, rapports et articles.....et vos commentaires et questions. N'hésitez pas à poser des questions sur les systèmes d'asile italien et français pour enrichir notre réflexion commune en vue de la journée d'étude du 17 octobre.

venerdì 3 ottobre 2014

Frontex plus, Tritone, Mare nostrum. A un anno dalle tragedie di Lampedusa il sistema europeo comune di asilo al bivio.

Il 27 Agosto scorso, in una conferenza stampa congiunta, il Ministro degli Interni italiano Angelino Alfano e la Commissaria europea per gli affari interni Cecilia Malmström hanno annunciato la fine dell’Operazione Mare Nostrum e il lancio della nuova missione chiamata Frontex Plus, che è stata poi ribattezzata Tritone.

A distanza di più di un mese, ancora poco si sa di questa missione e di cosa succederà nel Mar Mediterraneo, ma ci sembra importante cercare di chiarire alcuni aspetti.

martedì 30 settembre 2014

“Garantire il diritto di asilo nel Mediterraneo" - Seminario organizzato da Asilo in Europa e FNARS, 17 ottobre 2014 Marsiglia



Siamo molto lieti di annunciare che Asilo in Europa e FNARS (Federazione nazionale francese di associazioni che lavorano nel settore dell’accoglienza e del reinserimento sociale)  organizzano la giornata di studi “Garantire il diritto di asilo nel Mediterraneo. L’operatore sociale tra politiche pubbliche e accoglienza dei richiedenti asilo: i casi di Italia e Francia”, che si terrà  venerdì 17 ottobre 2014 presso la Villa Mediterranée di Marsiglia (Francia).

Questa iniziativa nasce dalla consapevolezza e dall’apprezzamento del ruolo cruciale, ma troppo spesso sottovalutato, che gli operatori sociali svolgono nell’implementazione delle politiche di accoglienza e nel conseguente riconoscimento delle loro potenzialità in termini di saperi, informazioni, conoscenze nell’ottica di un miglioramento dal basso delle pratiche di accoglienza di richiedenti e titolari di protezione.


lunedì 29 settembre 2014

Asilo in Europa sta con la sposa. Intervista a Gabriele Del Grande.


1) Gabriele, dopo il grande successo della raccolta fondi per “Io sto con la sposa”, viene naturale chiederti quali motivazioni vi hanno spinto a concretizzare un progetto così ambizioso.

Mentirei se ti dicessi che abbiamo riflettuto molto alla realizzazione di questo progetto. La verità è che ci siamo innamorati di un'idea arrivata per caso. Un giorno a Milano abbiamo conosciuto un ragazzo siriano in stazione. Veniva dalla guerra, era sopravvissuto a un naufragio e stava cercando un contrabbandiere per proseguire il viaggio verso la Svezia. Io ero appena tornato dalla guerra in Siria, Khaled e Antonio erano scossi dai naufragi di Lampedusa di ottobre. Quando ne abbiamo parlato, ci è sembrato che dovevamo fare qualcosa. Le motivazioni vanno cercate nei nostri vissuti. Da anni siamo a contatto con le storie drammatiche di chi ha perso i propri cari in mare o sotto le bombe in Siria. L'eco di quelle storie ci ha dato la certezza che stavamo facendo la cosa giusta. Adesso speriamo che il film contribuisca a spingere un po' più in là il dibattito sulla libera circolazione.


2) Quali sono stati gli ostacoli che vi siete trovati ad affrontare nella realizzazione del film? E quali le reazioni delle persone incontrate nel corso del viaggio (incluse le forze dell’ordine)? C’è qualche aneddoto in particolare che hai voglia di raccontare?

Il primo ostacolo è stato il tempo. Per fare un film servono settimane e mesi di riprese. Noi avevamo soltanto quattro giorni a disposizione, il tempo del viaggio da Milano a Stoccolma. Dovevamo scendere a patti con la realtà. Perché i nostri protagonisti rischiavano di essere fermati in frontiera e noi con loro. Più tempo ci fermavamo in giro, più i rischi aumentavano. E poi loro l'asilo lo dovevano chiedere per davvero, e con l'asilo il ricongiungimento familiare per tirare fuori i propri cari dalla guerra. Anche per questo avevano tutti fretta di arrivare. Fortunatamente lungo l'autostrada non abbiamo mai incontrato posti di blocco, ma soltanto delle pattuglie, delle volanti, che non ci hanno mai intimato di fermarci, anche perché chi sospetterebbe mai di un corteo nuziale... In compenso una volta alla stazione di Copenaghen mentre prendevamo il treno per la Svezia, siamo passati davanti a un poliziotto danese il quale si è limitato a farci gli auguri in inglese: “Congratulations!”, segno che il travestimento reggeva!


3) Questo film mette sul banco degli imputati la normativa europea che di fatto “blocca” i richiedenti protezione internazionale nel primo paese di arrivo. A tuo avviso il Regolamento Dublino è “riformabile”? Quali potrebbero essere altre opzioni concretamente praticabili?

Dal punto di vista politico, noi crediamo alla libera circolazione. Ovvero al diritto di qualsiasi essere umano di poter circolare liberamente su questa terra. Siano essi ragazzi in avventura o profughi di guerra. Se invece vogliamo volare più basso e pensare a come allargare le maglie delle attuali normative europee, ci sembra evidente che l'Europa dovrebbe dotarsi un sistema unico di asilo. Perché è assurdo che nel 2014 per andare da Milano a Berlino o a Stoccolma uno debba pagare un autista del contrabbando una cifra di mille euro e più anziché prendere un volo lowcost come fa qualunque cittadino europeo. Se l'Europa vuole essere una, dovrebbero prevedere un unico sistema di asilo, a prescindere dal paese in cui uno richiede protezione. Un po' come il visto che è europeo e vale per tutta l'area Schengen, così l'asilo dovrebbe essere un asilo europeo, non nazionale, e poi le persone dovrebbero essere libere di poter viaggiare ed eleggere dimora dove vogliono dentro l'Unione Europea. 


4) Da anni ti occupi di documentare i viaggi che hanno trasformato il Mar Mediterraneo e in generale le frontiere esterne dell'Unione europea in un luogo di morte per migliaia e migliaia di persone in cerca di un futuro migliore. Una grande novità nel panorama europeo – per quanto certamente non risolutiva – è senza dubbio rappresentata dall'operazione italiana Mare nostrum. Qual è la tua opinione a riguardo?

Mare Nostrum ha contribuito al salvataggio di decine di migliaia di vite umane. E questo non può che fare onore alla Marina Militare italiana, che soltanto pochi anni fa era invece impiegata per fare i respingimenti in Libia, pratica poi condannata dalla Corte europea per i diritti umani. Il problema è che, per quanto lodevole, questo tipo di interventi si limita alla gestione dell'emergenza e non interviene alla radice del problema. E la radice del problema è l'accesso alla mobilità. Chi sbarca a Lampedusa proviene dai paesi con i più alti tassi di diniego dei visti nelle ambasciate europee: Siria, Somalia, Iraq, Afghanistan, Eritrea, Algeria, Nigeria, Mali... Non è una mera coincidenza. Ma la conseguenza delle politiche di chiusura della fortezza Europa. Se chiudiamo i canali legali, la domanda di emigrazione si sposta sui canali del contrabbando. È una legge molto antica. Se vogliamo smettere di contare i morti in mare bisogna “legalizzare” il viaggio, ovvero permettere a quei centomila che ogni anno attraversano il mare, di viaggiare in aereo con un visto delle nostre ambasciate sui loro passaporti. E per farlo bisogna semplificare le regole dei visti. L'alternativa è la guerra in frontiera, ovvero il proseguo delle politiche di 
immobilità degli ultimi vent'anni che hanno causato nel Mediterraneo almeno ventimila morti. 


5) Il film ha ricevuto una bellissima accoglienza a Venezia. Ci vuoi raccontare come è andata e se te la aspettavi? Avete già pensato a come ripartire da questo successo per ulteriori progetti?"

L'accoglienza di Venezia è stata straordinaria. Diciassette minuti di standing ovation, la stampa impazzita per il nostro white carpet di spose, una commemorazione commovente dedicata ai morti in mare sul confine, tre premi... Non potevamo sperare di meglio. Ed è stato il migliore lancio possibile per il nostro film. L'obiettivo infatti è quello di uscire dai soliti circoli. Non siamo snob, non vogliamo parlare agli esperti da convegno sull'immigrazione. Vogliamo raggiungere il grande pubblico, provare a sdoganare l'idea della libera circolazione con questa gran bella storia. E se il buon giorno si vede dal mattino, ci stiamo riuscendo! Prossimi progetti? Una bella vacanza, visto che undici mesi stiamo lavorando sette giorni su sette a questo progetto. Una fatica immensa, ripagata ampiamente dal calore con cui il pubblico sta accogliendo il film. A proposito, dal 9 ottobre saremo al cinema! Passate parola!


Vai al trailer ufficiale del film

lunedì 8 settembre 2014

Richieste di asilo nell'UE ed esiti. Il rapporto di Eurostat sul primo quarto del 2014.




L’8 luglio, il giorno dopo l’uscita della relazione EASO sul 2013, da noi esaminata nel precedente post, Eurostat ha pubblicato il suo rapporto relativo al primo quarto del 2014. 
Di seguito presentiamo i dati più significativi.